ADOLESCENTI

Camminiamo insieme, come una grande famiglia

La famiglia è il primo luogo dove si impara ad amare, a perdonare, a crescere. È fatta di sogni, di risate, di fatiche quotidiane e di tanta voglia di futuro. Proprio per questo la Pastorale Familiare della nostra Comunità Pastorale desidera essere uno spazio di accoglienza, ascolto e condivisione, dove ogni famiglia possa sentirsi a casa.

Si rivolge a coppie giovani e meno giovani, genitori, nonni, famiglie con bambini, adolescenti o figli ormai grandi, ma anche a chi sta vivendo momenti di cambiamento o di fragilità. Nessuna famiglia è “perfetta”: tutte sono preziose così come sono.

Attraverso incontri, momenti di formazione, preghiera, dialogo e convivialità, vuole:

  • sostenere le famiglie nel loro cammino quotidiano
  • valorizzare la bellezza della vita familiare
  • creare legami di amicizia e di aiuto reciproco
  • accompagnare le diverse tappe della vita di coppia e di famiglia

La Pastorale Familiare propone momenti diversi, dove ciascuno può trovare ascolto, confronto e incoraggiamento alla luce del Vangelo.

In questa pagina e sulla Virgola potrai trovare le iniziative proposte durante l’anno per incontrarci e camminare insieme nella vita e crescere nella fede.

Se desideri contattare i referenti della Pastorale familiare della nostra comunità puoi scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

PREGHIERA PER LA FESTA DELLA FAMIGLIA 2026

 


Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro M. - Comunità

viva


“Fate bene il bene”

La nostra parrocchia compie 100 anni!

I suoi primi 100 anni, ci auguriamo!

Una storia ricca e originale fin dalle origini di cui è doveroso fare memoria per ringraziare del tanto ricevuto, per pregare, riflettere e rilanciare. Sono questi gli obiettivi che ci siamo prefissati. 

Non possiamo raccontare la nostra storia senza sinceramente riconoscere che veramente tanto abbiamo ricevuto ma tanto anche la nostra comunità ha saputo far crescere e donare alla chiesa e al territorio con: 

 

  • La pastorale scolastica; 
  • La presenza vivace degli oratori (Femminile e maschile fino al 1992) poi unitario; 
  • La promozione di società sportive; 
  • L’impegno per l’organizzazione delle vacanze comunitarie per i giovani: 
    • a Cravegna di Crodo 
    • la gestione decennale della Casa delle Vacanze di Madesimo.
  • Le feste
  • L’Azione Cattolica
  • Il Gruppo cucina
  • Il Progetto Gemma

L’organizzazione di queste attività è sempre stata fatta con passione, diligenza, affidabilità e professionalità.

Scorri con il menù a tendina in alto, o le frecce qui sotto, per scoprire le varie realtà che rendono VIVA la nostra comunità!

Visualizza l'album fotografico delle vacanze a Madesimo dal '61 al '96  cliccando qui.


Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro M. - Comunità viva


La scuola parrocchiale

La scuola parrocchiale merita un’attenzione particolare. Migliaia di persone sono state cresciute e formate nel costante e quasi secolare percorso. Tanto sono cambiati i numeri e gli stili, uguali la passione, l’impegno la dedizione di insegnanti e operatori. Abbiamo aperto per voi lo scatolone dei ricordi…

 

1931

1989/90

 

Uscendo da scuola:

La scolaresca per le vie del paese con le Madri canossiane 

Anni 90 In bici e pattini nei pressi della scuola 

Ora sarebbe un sogno vedere le strade e la piazza così libere di macchine

In treno anche coi piccoli 

 

In classe:

le classi negli anni 2000

Si studia e si fa festa:

Nella mensa scolastica:

 

Uno sguardo anche sull’ asilo, poi scuola materna

 

Asilo 1931

Asilo 1948

Asilo 1974

Asilo 1979

Scuola materna anni 2000 

 

Tantissime sono anche le foto dedicate ai laboratori artistiche, teatrali, conservate nell’archivio. Anche con queste ripercorriamo la storia:

E infine i laboratori: Cucito, Legno e traforo e Informatica

Laboratorio di costruzione di strumenti musicali:

E infine qualche "recensione" vecchio stile:

 


Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro M. - Comunità viva


Vita oratoriana

L'oratorio di San Pietro è sempre stato un luogo accogliente e pieno di gioia e questo grazie soltanto a tutte le persone che lo vivono. 

Il gran premio dei kart a pedali, una tradizione durante la festa dell'oratorio

 

L'oratorio estivo, quanta gioia che anima l'estate sanpietrina!

 

Non ci si ferma mai per il nostro oratorio

 

L'inarrestabile gruppo cucina

“Aggiungi un posto a Tavola che c’è un amico in più ” il famoso ritornello dell’omonima commedia musicale ben rappresenta il tratto caratterizzante del “Gruppo Cucina” dell’Oratorio San Giovanni Bosco, un gruppo di amici pronti a mettersi al servizio della Comunità in ogni momento di festa.
La loro avventura inizia alla fine degli anni ’90 sotto una semplice tettoia, poche, pochissime attrezzature, quanto basta per accontentare tutti con patatine e salamelle.
Ma col tempo, capitanati dallo “chef” Ezio Radaelli la Brigata si è specializzata in menù sempre più sofisticati alla “Masterchef”.
Capodanno, Carnevale, Anniversari della Parrocchia, Feste varie, Castagnata, Festa dell’Oratorio e gli Oratori Feriali, Merende, ogni occasione di festa è sempre stata accompagnata dalle loro bontà.

Ecco la prima brigata a cui dire il nostro grandissimo GRAZIE: Alfonso Marzorati, Marigrazia Zanchi, Alfonso Strino, Paola Lupatini, Angelo Cipelletti, Patrizia Contiero, Antonio Ravelli, Nadia Marzorati, Carlo Balestrini, Tiziana Corti, Daniele Pozzoli, Renata Vismara, Eugenio Migliavacca, Rosangela Ravelli, Ezio Radaelli, Clara Pini, Giuliano Cornacchia, Pinuccia Borghi, Luigi Saitta, Mariuccia Ravelli, Marco Mauri, Luisella Tanzio, Mario Mauri, Cinzia Milani, Maurizio Bizzozero, Luisa Asnaghi, Sergio Favarato, Nadia Limiti, Segio Marzorati, Betty Lucchini.

Sempre capitanati da Ezio e sotto la guida dei più esperti il testimone è ora passato a una nuova “Sprizzante” Brigata: Alice Elli, Caterina Allievi, Elisa Suter, Mariagrazia Marzorati, Michela Allievi, Michela Mauri, Paola Bonalumi, Raffella Meroni, Roberta Romanò, Tecla Superti, Antonio Allievi, Carlo Gianni, Corrado Ferti, Eugenio Pozzi, Fabio Rivolta, Luca Allievi, Lorenzo Allievi, Maurizio Elli, Rinaldo Allievi, Stefano D’Alessandro.

Per continuare ad aggiungere posti a tavola a nuovi amici in allegria.


Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro M. - Comunità viva


Lo sport, a San Pietro, si chiama Sampietrina!

È Padre Luigi Garzoni, come ricorda la lapide qui sotto riportata ed ancora è esposta all’ingresso dell’attuale sede della società, a fondare nel 1945 la gloriosa società sportiva “GINNASTICA SAMPIETRINA” Nei primi anni, la piccola palestrina nello stabile della scuola, il campo e il palcoscenico del nostro oratorio diventano luogo di allenamenti ed esibizioni di tanti giovani.

Passano solo pochi anni e nel 1949, fortemente voluta dall’entusiasmo di don Giovanni Tavecchia, prende avvio l’esperienza del “Gruppo Sportivo Oratorio Sampietrina”. Inizialmente con squadre di calcio e poi con impegni decennali nella pallavolo e nel basket.

Ricordati e amati dai 50enni di oggi anche gli anni di “polisportiva” che riempivano le nostre domeniche e la pur breve esperienza sulle piste di atletica esperienze di cui purtroppo non sono stati trovati ricordi fotografici.

Caratteristica importante di questa società sportiva è sempre stata la condivisione degli obiettivi educativi dell’oratorio, la presenza di allenatori “educatori” nei giovani di valori umani e cristiani.

Qui di seguito le fotografie delle 15 squadre che costituivano la società nel 2009, anno in cui si è ricordato il sessantesimo di fondazione. Eravamo in attesa della costituzione della comunità pastorale, e il consiglio direttivo si dichiarava “pronto a portare l’esperienza sportiva e formativa al servizio di tutta la comunità sevesina”.

Ed ora? Oggi la società prosegue la sua attività nel settore della pallavolo.


Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro M. - Comunità viva


Festeggiamenti centenario


Ci sono voluti tre giorni ricchissimi di attività per festeggiare i 100 anni della nostra parrocchia:

Venerdì 17 la meditazione musicale accompagnata dal Corpo Musicale "La Cittadina" 

Sabato 18 la catechesi itinerante per scoprire i luoghi più significativi della parrocchia

e alla sera un Telegiornale molto speciale!

Domenica 19 celebriamo insieme a tutti i parrocchiani e quelli che hanno vissuto un pezzo di San Pietro nella loro vita

Leggi l'articolo redatto sul bollettino della comunità pastorale in occasione dei festeggiamenti 


Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro M. - Comunità viva


Progetto Gemma

Febbraio 2008, in occasione della Giornata per la Vita, avviamo la prima raccolta fondi per sostenere un progetto, il progetto Gemma, un sostegno economico offerto a una mamma negli ultimi sei mesi di gestazione e per il primo anno di vita del bambino. 

Nicole (2014)

La prima mamma che adottiamo si chiama Katia e il 23 agosto nasce la prima bimba della nostra comunità, Chantal. La mamma ci ringrazierà e le sue parole ci confermano che una mamma in attesa nasconde sempre nel suo grembo una gemma, che non andrà perduta, se qualcuno fornirà l’aiuto necessario

“A volte tutto questo mi sembra ancora un sogno, il mio sogno più bello, non cambierei mai tutto
questo per niente al mondo. Per la prima volta nella mia vita mi sento davvero realizzata, guardo la
mia bimba e vedo di avere fatto qualcosa di grande. Non finirò mai di ringraziare Dio abbastanza
per questa eredità, la più bella e grande che potessi mai ricevere”.

Poi ci saranno Agata e Maria Silvia, Mary, Brenda, Ulka, Charity,…. Muryam, Astou, Natalia con i loro bambini e bambine, le gemme della nostra comunità. 

Leonardo (2015)

Il Progetto Gemma dà modo ai Centri di aiuto alla Vita di incontrare tutti i mesi le mamme, accompagnarle nella maternità e far ritrovare loro la fiducia come donne e come madri.

Artemii (2023)


 

Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro M. - Comunità viva


Azione Cattolica

L'Azione Cattolica è un'associazione di laici che, come lievito, si disperde nella comunità per favorire la comunione nella nostra Parrocchia.
Ne fanno parte dai ragazzi agli adulti che credono nel servizio infatti gli aderenti si impegnano in svariati ambiti come catechesi, liturgia, carità, ma anche ordinaria manualità.
Gli adulti organizzano ritiri spirituali, lectio divina e momenti formativi aperti a tutti. I ragazzi seguono un percorso tematico esperienziale con educatori che, partendo dall'osservazione della vita quotidiana, attraverso la lettura di fede, li conducono all'incontro con Gesù.
L'AC ha radici profonde e un legame stretto con la Diocesi: è un'occasione per vivere la fede in profondità secondo la regola "preghiera, condivisione, servizio" oppure declinata per i ragazzi "io con Te, io con gli altri, io per tutti"

Alcuni scatti di vita associativa

Il settore giovani: ACR e ACmoove 

Il settore adulti

 

 

 

 

Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro - Il Santuario


Il Santuario di San Pietro Martire, la prima chiesa della parrocchia

Nel 1923 venne costituita la Parrocchia di San Pietro Martire, che usufruì del Santuario come propria chiesa fino al 1969 quando venne ultimata la nuova chiesa parrocchiale.

DECRETO DI COSTITUZIONE DELLA PARROCCHIA DI SAN PIETRO MARTIRE

“Gli abitanti della frazione di S. Pietro che appartengono alla Parrocchia Prepositurale di Seveso ci hanno chiesto, con grande insistenza, che ci degnassimo di provvedere alle loro spirituali creando una nuova parrocchia nel territorio di S. Pietro smembrando il territorio della Parrocchia di Seveso. Perciò i nostri predecessori, Andrea Ferrari, di f. m. e soprattutto il Card. Achille Ratti, ora Pontefice Romano felicemente regnante, davano a sperare di voler venire incontro alle richieste degli abitanti di S. Pietro. Ora, dopo aver riflesso a fondo sulla questione, dopo aver udito il parere delle persone che secondo la legge dovevano essere consultate, dopo aver preso visione degli elementi che, di diritto e di fatto, dovevano essere tenuti presenti, riservandoci inoltre di istituire in quel luogo una parrocchia a titolo pieno. In forza dell’autorità di Ordinario che abbiamo su questa questione smembriamo, separandolo dalla Chiesa Parrocchiale Prepositurale, il luogo e il territorio che va sotto il nome di S. Pietro. Decretiamo che è riservata a noi la cura pastorale delle anime in questo luogo e i suoi abitanti, con tutti i diritti e gli obblighi che spettano alla cura parrocchiale: tale cura la eserciteremo per mezzo di un Sacerdote che destineremo alla Chiesa o Santuario dedicato a S. Pietro Martire. Vogliamo che questo decreto entri in vigore dal giorno in cui sarà pubblicato ufficialmente dal Cancelliere della nostra Curia Arcivescovile”. 

Milano, Palazzo Arcivescovile 17 novembre 1923 

Em. Card. Tosi Arcivescovo

 

Pitture all’interno del Santuario viste dall’assemblea dei fedeli

Iscrizione affissa sulla parete attigua al Fonte Battesimale

La collocazione del Fonte Battesimale nello stesso anno completa la conversione da Santuario a Chiesa Parrocchiale di S. Pietro Martire

18 novembre 2023 - La parrocchia di S. Pietro Martire festeggia i suoi primi 100 anni di storia con celebrazioni ed iniziative della comunità di fedeli di ogni età:

100 anni di Parrocchia è... SANTUARIO

Parrocchia è … STORIA

I ragazzi dei gruppi di catechesi visitano il Santuario.

La storia di San Pietro Martire

Nato come Pietro Rosini nel 1206 a Verona, si trasferì a Bologna nel 1221 per studiare, e appena quindicenne incontrò San Domenico, fondatore dell’ordine dei predicatori. Accolto nell’ordine, diventò sacerdote. In seguito fu inquisitore degli eretici (detti i Credenti o Catari) a Milano: proprio per questo, e a causa delle tante conversioni che favorì, attirò contro di sé l’odio di alcuni dei Catari che intendeva combattere. Fra questi c’erano Manfredo da Giussano, Giacomo della Chiesa, Guidetto de Sachella e Stefano Confalonieri di Agliate, i quali nel 1252 si rivolsero a un tale Pietro Balsamo, detto Carino, promettendogli 25 lire imperiali per assassinare Pietro. Carino accettò. Il delitto avvenne il 6 aprile di quell’anno. 

Pietro e Domenico erano partiti dal convento di Como per raggiungere Milano. Come racconta Cristoforo Allievi nel libro Per una storia di Seveso: “… sapendo di essere cercato a morte dai cosiddetti Credenti per lo zelo da lui mostrato come inquisitore della Fede, [Pietro] schivò la via maestra, prendendo, forse fin da Como, la strada canturina”. A metà del loro percorso, nella zona di Farga, i due si trovarono davanti Carino da Balsamo, che era venuto a sapere del loro viaggio verso Milano. Egli avrebbe dovuto agire con la complicità di Albertino Porro, detto il Migniffo o il Mancino, di Lentate; costui, però, scappò prima di commettere il delitto, lasciando Carino da Balsamo da solo. Con un coltello a forma di mezzaluna, Carino ruppe il cranio di Pietro, per poi pugnalarlo al cuore; anche Domenico fu colpito. Frate Domenico, ancora vivo ma gravemente ferito, venne accompagnato alla foresteria del Monastero di Meda, dove sarebbe morto dopo pochi giorni. Il corpo di Pietro invece fu portato in trionfo a Milano, e qui fu sepolto nella Chiesa di Sant’Eustorgio. Quello stesso anno, sul luogo del martirio, gli Umiliati edificarono un ospizio in memoria di Pietro; l’anno successivo si avviò la costruzione di una chiesa. 

L’arma usata per l’assassinio è ancora adesso custodita proprio nel Santuario di San Pietro Martire, nella cripta costruita all’inizio del Novecento, all’interno di una teca che accoglie anche una reliquia di Carino da Balsamo. Quest’ultimo, infatti, dopo aver compiuto l’omicidio si era rifugiato a Forlì e si era convertito; dopo la morte, fu dichiarato beato. La teca si trova nel sacello dell’abside dietro l’altare maggiore. Lo stesso sacello accoglie un dipinto che raffigura San Pietro Martire, fedele all’iconografia classica: il santo è rappresentato in abito domenicano con in mano la palma del martirio e un libro, mentre la sua testa è – appunto – trafitta dal coltello. 

Ogni anno la festa di Calendimaggio (prima domenica di maggio) ricorda il Santo e i fedeli possono vedere il coltello (il falcastro) con il quale il sacerdote impone la benedizione toccando la loro fronte. 

All’interno del SANTUARIO

 


Un passaggio del Cammino di San Pietro percorso dai nostri pellegrini il 6 aprile 202

Il 6 aprile 1252 il Frate Domenicano Pietro Rosini, Frate Pietro da Verona, veniva assassinato presso i boschi di Seveso. Era il SABATO IN ALBIS, cioè il sabato dopo Pasqua. Anche il 6 aprile 2024 è stato sabato in albis: la prossima volta capiterà nel 2086. I fedeli e gli affezionati al Santuario di S. Pietro Martire in Seveso hanno percorso il cammino che Frate Pietro e i suoi compagni fecero scendendo da Como verso Milano. Il cammino ha preso avvio dal Battistero di San Giovanni in Galliano per raggiungere il Santuario di S. Pietro Martire in Seveso.

Cantù costituiva l’ingresso principale da nord ovest per il traffico di merci e per il passaggio di persone ed animali, accomunati dalle pesanti necessità del lavoro, soprattutto agricolo. Metteva in comunicazione le terre brianzole e i borghi, spesso alleati della potente Milano, con il territorio comasco, il cui capoluogo vantava stretti contatti con il nord. Attualmente è solo uno dei percorsi che legano Como a Cantù, ma, di fatto, a sua volta è parte del più ampio e altrettanto antico itinerario che lega l’asse viario del Lario (Via Regina) con il polo di Milano fino alla Basilica di S. Eustorgio.

Studiato e più volte ripercorso sin dal 1999 dalla Associazione Iubilantes di Como, esperta di vie storiche di pellegrinaggio, è di fatto una piccola “Francigena” naturalmente convogliante, tramite Milano, alla più grande “Francigena” e ai suoi poli lombardi: Pavia e il guado storico del Po a Corte Sant’Andrea (LO). Nei suoi circa 18 km, compresi fra l’antica chiesa di S. Antonio alle porte di Cantù, un tempo con annesso Hospitale, e il Santuario di Seveso, eretto a memoria del martirio di frate Pietro, il percorso si snoda piacevole e pianeggiante fra 6 comuni, lambisce 3 aree protette, ne attraversa una quarta, è solcato da un fiume affluente del Seveso di cui poi segue la valle, e annovera oltre 30 punti di interesse storico-artistico-ambientale, molti dei quali di notevole spessore. 

Denso di storia e di memorie locali, il Cammino di San Pietro – Antica Via Canturina ci riporta dunque alle radici della nostra cultura, e restituirlo alla Comunità è una ricchezza per tutti.


 

Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro - Il Santuario


Il Santuario di San Pietro Martire, la veneranda fabbrica e le vicende architettoniche

liberamente tratto da: “Il Santuario di San Pietro Martire a Seveso: dalla fondazione alle soppressioni Napoleoniche”, tesi di laurea di Michela Allievi, a.a. 1997/1998

Già nell’ottobre 1252, solo sei mesi dopo l’uccisione di Fra Pietro da Verona, sul luogo esatto del martirio, ai margini della strada Canturina tra i borghi di Meda e Farga, fu edificato ad opera dell’Ordine religioso degli Umiliati una Domus di accoglienza per viandanti. La prima chiesa dedicata a San Pietro Martire risale invece ad un anno più tardi, al 1253, quando il frate domenicano fu elevato agli onori dell’Altare e proclamato Santo.
Alcuni istrumenti di vendita e atti di donazione datati tra il 1252 e il 1314 ci dicono che il complesso doveva essere costituito da una chiesa e da un ospizio dove risiedevano i religiosi e trovavano alloggio i pellegrini. La presenza di Suore Umiliate nel convento lascia ipotizzare che l’ospizio fosse composto di due chiostri, uno femminile e uno maschile, secondo la regola dell’Ordine. Gli edifici dovevano essere di piccole dimensioni, poveri e disadorni, costruiti con materiali propri della zona e facilmente recuperabili: pietre e legno. 

Non essendo essa …(la comunità)… neppure in grado di provvedere al materiale necessario per la manutenzione del convento e della chiesa, il 26 febbraio 1262 tal Gaspare de Birago fece dono ai Frati di San Pietro di una consistente somma di denaro oltre a pietre e legname necessari per terminare la costruzione dell’ospizio che doveva trovarsi in pessime condizioni.

Con l’arrivo dei Domenicani, nel 1371, si aprì una nuova fase per la Domus di San Pietro, determinata dal fatto che la presenza di un differente ordine religioso, con finalità e norme comportamentali diverse, implicava anche la trasformazione dell’ospizio in un vero e roprio convento con le relative modifiche strutturali necessarie. Pur rispettando e inglobando nel nuovo progetto i fabbricati esistenti, l’intero complesso doveva modificarsi radicalmente con la costruzione di nuovi edifici annessi a quelli vecchi. In data 11 giugno 1373, Papa Gregorio XI, Sommo Pontefice, concedeva al Padre Provinciale e ai Padri dell’Ordine dei Frati Predicatori della Provincia di Lombardia Superiore la licenza di poter costruire e fondare ad onore di San Pietro Martire una Chiesa con Oratorio, Campanile, Cappella, Cimitero, Case destinate all’alloggio dei religiosi ed altri edifici di servizio.Fu necessario … assicurarsi la proprietà o l’affitto dei terreni limitrofi per poter procedere nella costruzione. Uno di questi terreni apparteneva al Monastero di San Vittore di Meda a cui i Frati di San Pietro pagavano un affitto annuo di 2 moggia di mistura di segale e miglio. Ma la nuova costruzione non riusciva ancora a soddisfare tutte le esigenze dei religiosi se nel convento non vi era un locale apposito dove poter convocare il capitolo e i religiosi erano di volta in volta costretti a riunirsi in chiesa, sotto il portico, in refettorio oppure nella cella del Padre Priore. La situazione rimase tale sino al XVII secolo. 

Il primo disegno del convento di San Pietro è una pianta della chiesa conservato nel X volume della sezione “Atti della Pieve di Seveso”, insieme ai documenti di due visite pastorali compiute da delegati arcivescovili nella Pieve: quella di Antonio Seneca nel 1591 e quella di Baldassarre Cipolla nell’agosto 1597. Il disegno sembra dunque rappresentare lo stato di fatto della chiesa sul finire del XVI secolo, che nelle proporzioni dovette rimanere immutata fino al 1660 circa.

Importanti informazioni relative alla decorazione e all’arredo della chiesa si traggono da alcuni testamenti di comuni cittadini di Seveso e dei vicini borghi che disponevano lasciti a favore del convento.
Null’altro è dato di sapere ma ciò è già sufficiente per poter arrivare ad affermare che la chiesa era decorata con immagini dipinte della Madonna e dei Santi e che committenti di tali opere pittoriche non furono i Domenicani ma singoli fedeli devoti a San Pietro e al suo convento.

Il convento e la chiesa non subirono sostanziali modifiche sino al XVII secolo quando, per volere del Conte Giulio Arese e dell’omonima Opera Pia, da lui istituita a beneficio dei Domenicani di San Pietro, furono rasi al suolo i vecchi fabbricati e si cominciò a costruire una nuova chiesa e un nuovo convento.
I lavori per la costruzione della nuova Chiesa e dell’annesso Convento, voluti dal Conte Giulio Arese, iniziarono solo nel 1662 ad opera del figlio, Conte Bartolomeo Arese, con l’Opera Pia.

Capitolati d’appalto, Relazioni, Verbali di capitoli, Perizie tecniche, stati di avanzamento dei lavori, ricevute di pagamenti permettono oggi di affermare che non si trattò di un semplice incarico affidato ad un unico architetto come si è sempre ritenuto … (riferimenti all’incarico all’Ingegner Gerolamo Quadrio)
Due note spesa datate 19 e 24 marzo 1637 consentono di affermare che il primo incarico di progettazione fu affidato dagli amministratori dell’Opera Pia al “S.r Giulio Mangone Ingegnere per far il disegno della fabrica che si deve fare nella Chiesa, et Mon.o di d.o S.t Pietro Martire conforme l’istituzione del q.o Ill.mo S.r Presidente del Senato Giulio Aresi”.

Il silenzio dei documenti poi si protrae sino al giugno 1658. Sono gli anni in cui il Conte Bartolomeo Arese, ormai all’apice della sua carriera, comincia ad interessarsi personalmente dei beni di famiglia con particolare attenzione per le proprietà ricevute in eredità nella Pieve di Seveso.

A cominciare dal suo Palazzo di Cesano Maderno iniziato nel 1654. “…Tutta la sua cura era di far avanzare detta sua fabbrica di Cesano” tanto da scegliere personalmente “i materiali più belli nel Ducato”. L’entusiasmo e l’impegno posti in tale opera, i risultati ottenuti e la vicinanza a Seveso suscitarono probabilmente desiderio di farsi committente di altrettanta bellezza anche per il convento e la chiesa di San Pietro, dando così finalmente attuazione alle volontà paterne. L’interessamento personale del Conte Bartolomeo Arese deve probabilmente essere il motivo del nuovo incarico professionale affidato questa volta all’Ingegnere Carlo Buzzi, per la progettazione della Chiesa e dell’intero complesso conventuale. E’ infatti datato 1658 il bando di appalto per la “FABBRICA da farsi della Chiesa, & Monastero di S. Pietro Martire di Barlasina”. Capitolato dell’Ingegnere Carlo Buzzi che nella primavera del 1658 era già stato approvato sia dal Conte Bartolomeo che dal consiglio d’amministrazione dell’Opera Pia.

I lavori furono interrotti, per lo meno per ciò che riguarda la demolizione dei vecchi edifici, a causa della improvvisa scomparsa dello stesso Buzzi avvenuta il 23 settembre 1658. La costruzione continuò dunque sui medesimi disegni sino al 1660 quando subentrò nella direzione della Fabbrica l’architetto Francesco Castelli che, tenendo probabilmente conto dei lavori già eseguiti, riprogettò l’intero complesso proponendo una chiesa a struttura basilicale con sei cappelle oltre alla cappella maggiore, fondate su sei pilastri. A proposito di questo primo progetto risulta di fondamentale importanza il Trattato di Geometria Pratica di Francesco Castelli conservato manoscritto presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano e datato tra il 1631 e il 1669.

Nel 1662 i committenti decisero di modificare completamente il progetto affidando allo stesso Castelli il nuovo incarico. Da memoriali datati 1667 è possibile ricostruire il primo progetto del Castelli, ancora fedele all’impostazione del Buzzi: “Che la fabbrica di San Pietro martire fosse piantata con ordine di farci n° 6 cappelle oltre la maggiore e dopo si variasse invenzione, ciò fu disposizione di chi faceva la spesa e s’aspettava gustarsi”. Il mutamento di progetto fu dunque disposto dai committenti ma sicuramente rispondeva anche alle esigenze e alle ambizioni del nuovo architetto.L’architetto rivoluzionò il disegno iniziale ideando una chiesa a pianta centrale a croce greca, con due cappelle nei bracci trasversali, un presbitero assai pronunciato, due campanili e sovrastata nel vano centrale da una cupola ellittica. La chiesa comunicava direttamente per mezzo di un andito con il convento che si sviluppava su due piani attorno a due chiostri porticati comunicanti tra loro, di dimensioni diverse, destinati l’uno alle celle e sale comuni dei religiosi, l’altro ai servizi della corte rustica. I lavori proseguirono sul nuovo progetto sino all’imposta della cupola allorché nel 1664 un grave incidente interruppe i lavori.

Lo studio dei documenti inediti rinvenuti presso l’archivio privato dalla famiglia Borromeo e il confronto dei disegni attribuiti al Castelli con le piante del convento di Seveso eseguite dall’architetto Giuseppe Pollack nel 1817, consentono di individuare alcune importanti corrispondenze che spingono a supporre l’identificazione dei citati disegni con il primo progetto mai realizzato, ideato da Castelli per la Chiesa e il Convento di San Pietro.

 

L'incidente di cantiere

Alcuni periti giunti sul cantiere, trovarono una situazione allarmante che faceva presagire la completa rovina della fabbrica stessa a causa del cedimento strutturale dei pilastri portanti. Gli ingegneri incaricati della perizia furono Gerolamo Quadrio, Giovanni Ambrogio Pessina e il Richini i quali, a conclusione delle loro indagini, individuarono precise responsabilità sia del Castelli che dei costruttori. 

Gerolamo Quadrio fu immediatamente incaricato di provvedere ai necessari ripari, consistenti essenzialmente nel rinforzo dei pilastri stessi e consolidamento delle strutture, a cui l’architetto attese già dal 1665. Nel 1667 … l’incarico fu affidato proprio a Gerolamo Quadrio il quale non portò alcuna sostanziale modifica al progetto del suo predecessore.

A Gerolamo Quadrio, prima, e al figlio Giovanni Battista poi, … spetta essenzialmente il ruolo di direttore dei lavori poiché i loro interventi nella fabbrica di Seveso si limitarono al controllo del cantiere e ad alcuni marginali modifiche del progetto del Castelli consistenti essenzialmente nel cambio di destinazione d’uso di alcuni ambienti e nelle ultime decorazioni interne della chiesa.

Già nel 1667 la chiesa poteva dirsi quasi ultimata nella struttura muraria, avendo ormai raggiunto il tetto, e negli anni Settanta …(del XVII secolo)… era già iniziata la sua decorazione interna ad opera dei maggiori artisti milanesi dell’epoca quali Antonio Busca, Dionigi Bussola, Stefano Montalto, Agostino Santagostino, Giambattista Costa e Giovanni Ghisolfi che lavorarono anche nel Palazzo Borromeo Arese di Cesano Maderno. Nel 1685 Santuario e Convento, ridotti alla total perfezione dall’Ingegner Giovanni Battista Quadrio, furono consegnati ai committenti, la famiglia Arese, e ai Padri Domenicani di San Pietro.

Nel 1798, il santuario fu confiscato dai francesi, che avevano fondato la Repubblica Cisalpina e occupato Milano. Conclusa l’epoca napoleonica, fu l’arcidiocesi di Milano a entrare in possesso del santuario, che nel 1817 fu modificato per mano di Giuseppe Pollack.

L’edificio, in stile barocchetto, presenta una facciata con due ordini architettonici sovrapposti, distinti l’uno dall’altro da una trabeazione aggettante.

Fino all’altezza d’imposta del timpano è stata costruita un’altra torre che, in teoria, avrebbe dovuto essere gemella alla torre campanaria.

Gli assi verticali più laterali della facciata sono lievemente arretrati; quello centrale, invece, è caratterizzato da un timpano curvilineo e da un pronao sostenuto da due pilastri.

Dall’ingresso principale: assemblea dei fedeli, Presbiterio, Altare maggiore, Abside e Coro.

«La predica di San Pietro Martire» (1670) di Agostino Santagostino, a sinistra dell’altare.

«San Pietro Martire difende Firenze dagli eretici» (1670) di Giovanni Battista Costa, a destra dell’altare.


 

Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro - Il Santuario


Il Santuario di San Pietro Martire, luogo e storia di fede - luogo di contemporaneità

Milano crocevia del mondo grazie all’EXPO MILANO 2015 NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 sul tema dell’alimentazione e della nutrizione. 

ARCABAS – NUTRIRE IL MONDO CON LA BELLEZZA mostra di pittura collocata nel Santuario di S. Pietro Martire in Seveso dal 27 settembre 2015 al 6 gennaio 2016

Il Centro Ambrosiano di Documentazione e Studi Religiosi ha promosso la riflessione sul tema della bellezza secondo il pensiero autentico di vita cristiana attraverso un percorso espositivo di opere pittoriche di Arcabas. La mostra, nata dall'amicizia tra l'artista francese e il Gruppo Aeper di Bergamo, ha portato nella location del Santuario di San Pietro Martire in Seveso la prima personale di Arcabas nell'Arcidiocesi di Milano. 

La mostra ha distribuito circa 40 opere nei luoghi deputati del santuario: l'ingresso centrale, con il polittico "Piccola sequenza in nero e oro"; le due cappelle laterali, di cui "Il sole nel ventre" ha lasciato un'emotiva traccia interiore nel visitatore; il presbiterio e il coro, con una ampia varietà di pensieri visivi inerenti la condizione umana, i suoi problemi e la sua bellezza; l'altare, reso grandioso dalla presenza del polittico "Omaggio a Bernanos". Così sono state offerte al pubblico occasioni di meditazione sulla quotidianità dell'esistenza, che esprime bellezza nel momento in cui se ne rivela la carica di valori umani e spirituali.

La pittura di Arcabas, con la sua energia cromatica e la carica simbolica della sue forme, ha richiamato l'attenzione del pubblico nel Santuario, che ha aperto le sue porte anche grazie al tutoraggio dei volontari, rinforzato dal contributo degli studenti presenti con l'esperienza di Alternanza Scuola-Lavoro: il Liceo Artistico "Amedeo Modigliani" di Giussano, Il Liceo Scientifico e Classico "Marie Curie" di Meda, il Liceo Artistico "Preziosissimo Sangue" di Monza. Il Liceo Artistico "Ettore Majorana" di Cesano Maderno ha contribuito con il lavoro di preparazione dei laboratori didattici legati alla mostra per i bambini della scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di I grado presenti sul territorio.

Il Corpo Musicale La Cittadina chiede ad Arcabas di poter essere rappresentato nel proprio augurio natalizio da una sua opera pittorica intitolata «Trio d’anges». Ecco la sua risposta:

 

Lettera di presentazione ai Dirigenti Scolastici del progetto per una collaborazione di Alternanza Scuola Lavoro con Il Liceo «Marie Curie» di Meda, con il Liceo Artistico «Ettore Majorana» di Cesano Maderno, con il Liceo Artistico «Amedeo Modigliani» di Giussano, con il Liceo Artistico "Preziosissimo Sangue" di Monza

Dal 25 settembre 2015 al 6 gennaio 2016, nella cornice del Santuario di Seveso, il Centro Pastorale Ambrosiano (ex seminario) metterà in mostra più di quaranta opere di uno dei più grandi pittori di arte sacra vivente, Jean-Marie Pirot, noto al pubblico con il nome d’arte:Arcabas. Il Centro Pastorale Ambrosiano, che ha il compito di informare, coordinare, aiutare, verificare la formazione della Diocesi di Milano, propone questa rassegna con un titolo che declina il tema centrale dell’Expo 2015 in una prospettiva più profonda, «Nutrire il pianeta con la bellezza», per avviare una riflessione con chi, come Lei, quotidianamente vive con passione e impegno la responsabilità di educare i giovani ad una vita bella. In un territorio come il nostro questo ci appare ancor più interessante ed educativo; la Brianza è riconosciuta ad ogni livello per l’eccellenza del design e la qualità dei mobili prodotti, un luogo capace di «nutrire» di bellezza il panorama nazionale ed internazionale; contribuendo così a ricordare a ciascuno di noi il desiderio di infinito, di bellezza, che caratterizza il cuore dell’uomo e che spinge ogni uomo a rispondere al bisogno andando oltre il puro dato di necessità (il soddisfacimento del bisogno), «del bisogno di cibarsi l’uomo fa un’arte culinaria, del bisogno di vestirsi fa uno stile d’abbigliamento e di relazione sociale, del bisogno di ripararsi fa un sapere architettonico e un modo di trasformazione dell’ambiente, ecc…. Questo rivela che l’uomo, in rapporto a specifiche situazioni di bisogno, non risponde mai con azioni preordinate, ma è sempre, in qualche misura, teso al superamento.» (A. Scola, ‘Cosa nutre la vita?’, CentroAmbrosiano 2013, p.58-59). La mostra pittorica diArcabas vuole essere cioè un contributo per portare nel mondo la bellezza, perché «questo mondo in cui viviamo ha bisogno della bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che procura la gioia al cuore dell’uomo, è il frutto prezioso che resiste all’usura del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nella meraviglia» (Messaggio del Concilio Ecumenico Vaticano II agli artisti, 8 dicembre 1965). Con un percorso educativo serio e una ricchezza di iniziative collegate, la mostra vuole stimolare nei visitatori (e prima ancora in quanti la allestiranno) la possibilità di un cammino per la riconquista dell’unità della persona, per la ricomposizione della frammentazione che ogni uomo sperimenta nella vita contemporanea. Un percorso che conduca alla vita bella, alla vita buona.

Seveso, 10 agosto 2015

don Alberto Lolli

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Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro - Espressioni artistiche parrocchiali


Gli amici del presepe

Da San Francesco in poi progressivamente in tutte le chiese si è allestito il Presepio. 

Grande o ridotto, ricco di elementi artistici e meccanismi stupefacenti, oppure simbolico e riflessivo per la sua intimità, il Presepio è sempre stato un momento importante a Natale, rappresentazione visiva e coinvolgente della nascita di Gesù.

Presepe Africa, 1988

Nella nostra zona i Presepi sono addirittura usciti dalle Chiese, e sono stati ambientati in situazioni caratteristiche particolari come cascine, laboratori artigiani o angoli all’aperto, fino a creare una vera competizione tra parrocchie, che ha raggiunto livelli diocesani ed anche nazionali.

Presepe Egitto, 1989

In questo contesto anche nella nostra Parrocchia , dietro la vetrata dell’altare, per un certo periodo, dal 1988 al 1998 un gruppo di amici del Presepio si è cimentato nell’opera, allestendo un voltino, cosa non comune, e scegliendo di ambientare il presepio con interpretazioni di paesi e realtà diverse.

Presepe New York, 1993

Dalla Palestina alla Cina, dal Sud America a New York. Le statuine eseguite da Giovanni, le ambientazioni dai Giuseppe, Carlo, Rino, le parti elettriche da Enrico, con contributi di tanti diversi appassionati. Entusiaste le mogli che li vedevano tornare, da ottobre in poi, ad ora tarda al buio e pieni di gesso sui vestiti.

Presepe Santuario, 2006

Però è stato bello, qualitativamente naif ma assolutamente partecipato. Veniva gente da molti paesi intorno.

Presepe EXPO, 2015

Da allora il testimone è passato a nuove leve tra cui da sottolineare un’importante presenza femminile che ha saputo trasmettere una lettura raffinata ed attenta del messaggio che il Presepio riesce sempre a comunicare. Anche in tempi in cui si corre distrattamente; per andare dove? Ecco: soffermarci un momento davanti al Presepio può aiutarci a comprendere meglio la direzione da prendere.

Presepe 2021

Presepisti dal 1985 al 2010 : Asnaghi Giancarlo, Belotti Enrico, Corbetta Fratelli, Girola Rino, Giudici Giovanni, Mariani Angelo, Marzorati Angelo, Marzorati Elio, Mauri Giacobbe, Mauri Giuseppe, Mauri Marco, Mauri Sandro, Orsenigo Carlo, Orsenigo Giorgio, Pozzi Luigi, Pozzoli Daniele, Rossi Giuseppe

Le nuove Leve: Bonzi Nicolaj, Brugora Marco, Contiero Sonia, Favarato Sergio, Giudici Sabrina, Marco Mauri, Annalisa Navio, Claudio Orsenigo, Giorgio Orsenigo, Cleofe Romanò, Isa Romanò, Nadia Spotti, Francesca Valenzano.


Gruppo Musicale San Pietro Martire

 

 

Era la festa dell’oratorio del 1977 quando un gruppo di “allora ragazzi” aiutati e sostenuti da don Leonardo Fumagalli, iniziavano questa “avventura”. L’entusiasmo giovanile fu subito contagioso e aggregò nel coro anche genitori che condivisero la passione del canto superando i 40 elementi e vantando ,tra l’altro, la presenza di vari strumenti, oltre all’organo, come chitarre, flauti, vibrafono…

Anche se l’animazione Liturgica è stata e resta un impegno costante e imprescindibile della nostra attività, il gruppo è sempre stato alla ricerca di alternative in cui esprimere e comunicare i valori del nostro “cantare insieme”. Vengono cosi messi in scena alcuni recitals e commedie musicali soprattutto negli anni 70 80 e 90. Negli anni 2000 collaboriamo con la banda “la Cittadina” nella “Buona novella” in una rivisitazione del maestro Riondino del lavoro di Fabrizio De Andrè, e più avanti partecipiamo al “Forza venite gente” allestito dai ragazzi dell’oratorio.

De Marzi - Ave Maria

Nell’ambito Liturgico, pur misurandoci con brani del repertorio classico di Handel, Bach e Mozart, che diventano una palestra del cantare, si ricercano alternative più vicine alle sensibilità e ai gusti dei giovani. Il gruppo GEN, con le sue proposte, diventa cosi un punto di riferimento importante del nostro repertorio. Nel frattempo lo sviluppo della musica digitale e, complice, la carenza di organisti e musicisti in generale, ci spingono a creare e sviluppare “basi musicali” a supporto della nostra attività corale, anche Liturgica, segnando una svolta di stile che caratterizza tuttora le nostre presenze musicali.

Aggiungi un posto a tavola

Quei ragazzi, alcuni di loro ora anche nonni, continuano, con le difficoltà che incontrano tutte le attività parrocchiali, ad animare le Liturgie più importanti convinti che la bellezza “dell’arte del cantare” possa non solo essere preghiera gradita a Dio, ma anche testimonianza e stimolo perché altri possano continuare a coltivare questa passione. 

“Cantate al Signore un canto nuovo, … cantate inni con arte,… lodate Dio con la cetra, con l’arpa a dieci corde, acclamate Dio con trombe e cembali squillanti,… lodate il suo nome con danze, con timpani, cantate inni”.

Se più di 2.000 anni fa i salmisti sollecitavano “all’arte” della lode a Dio con tutto ciò che era allora disponibile come possiamo noi sottrarci all’impegno di rivolgerci a Lui nella lode con ogni mezzo?


Corpo Musicale "La Cittadina" San Pietro Martire

100 anni fa, alla costituzione delle Parrocchia di San Pietro Martire, il Corpo Musicale “La Cittadina” già sfilava per le strade del paese da diversi anni, 42 per la precisione. Siamo nati nel 1881, non per iniziativa di parroco e neppure di mecenate, semplicemente per desiderio e volontà della gente di San Pietro, un gruppo di giovani appassionati di musica sostenuti dalla generosità di tutti gli altri. 

Questi festeggiamenti ci hanno dato l’occasione di aprire il nostro “album di famiglia” e ripensare alla nostra banda e al legame forte, sincero, vero che ci lega a questa Parrocchia, alle sue Chiese, a questa Comunità, la Nostra. 

Siamo nati all’ombra di una chiesa del ‘600, sulla terra di un Santo che portiamo orgogliosamente anche nel nome: “La Cittadina di San Pietro Martire in Seveso”. Una chiesa che nel suo progetto originario prevedeva due campanili, il secondo, per alterne vicende, mai costruito. 

Nasce allora la suggestione che, a compimento di quel progetto, quel secondo campanile dedicato a San Pietro Martire dovesse essere innalzato secoli più tardi a pochi passi di distanza.

UNA PARROCCHIA , una sola Comunità capace di unire in un'unica appartenenza: due Campanili, Due Chiese, Due Patroni, Due Corone, Due Comuni, Seveso e Meda. Una storia di straordinaria ricchezza accompagnata in ogni avvenimento dalle note della Nostra Banda. Melodia di momenti lieti e di dolore, condivisi. 

Nasce spontaneo allora un profondo sentimento di gratitudine verso questa Comunità perché parte viva e fondamentale del nostro essere, ciò che fummo e ciò che siamo. Come quel Novembre di 100 anni fa, siamo lieti di festeggiare insieme questo importante compleanno. 

E insieme alle note che si intrecciano e si rincorrono sul pentagramma, ricordi, emozioni e racconti creano la partitura di questo anniversario.

Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro M. - Persone

L’elenco dei volti significativi per la nostra comunità è ricco, molto ricco! Ed è per questo - non volendo dimenticare volontariamente nessuno - che abbiamo scelto di rappresentare e scrivere i loro nomi come le radici della nostra comunità.

Scopri alcuni dei innumerevoli volti che hanno fatto parte delle radici della nostra comunità! Clicca avanti o utilizza il menù di navigazione in alto a destra.


Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro M. - Persone

 

Di alcuni però osiamo un ricordo speciale: Sempre si ricordano i sacerdoti, ma come non ricordare con immensa gratitudine anche le

MADRI CANOSSIANE

che dal 1929 al 2002 ci hanno accompagnato, garantendo unità di intenti alla proposta formativa della parrocchia? Il loro servizio si esprimeva nella scuola, nell’oratorio, in particolare (fino al 1992) “il femminile”, e poi d’estate all’oratorio feriale e in vacanze nella casa di Madesimo. 

Presenza preziosa, la loro, che mai si sostituiva o si imponeva ma che con stile materno affiancava e faceva crescere la responsabilità dei parrocchiani e dei genitori dei bimbi della scuola.

Come non ricordare però almeno chi con noi ha vissuto per interi decenni? Madre Giuseppina Gaffuri, M. Giuditta Limonta, M. Andreina, M. Luigina, M. Giuseppina, M. Maria, M. Isolina. 

 

Madre Giuseppina

Madre Giuditta riceve l'onoreficenza cittadina

 E come non ricordare, a nome di tutte, chi ha festeggiato con noi il traguardo dei 100 anni?

M. Elisa, M. Carla, M. Genny, M. Marina

Quanto abbiamo ricevuto! A tutte le Madri, che sono rimaste nel nostro cuore, va IL NOSTRO CORALE GRAZIE!

 

Tante sono state anche le vocazioni laicali: Dalla presenza ancora viva e vivace dell’Azione Cattolica, alla presenza di solide famiglie cristiane, e di storiche e preziose “personalità”.

ANGELINA PARRAVICINI “La Parazola” (1903-1981)

Quanto preziosa era, in tempi in cui non c’erano telefonini, messaggi WhatsApp e tutti i moderni canali d’informazione, il tuo far girare la voce di cortile in cortile perché tutti sapessero e partecipassero delle gioie e delle preoccupazioni di tutti. Non era curiosità la tua, ma “fedele” partecipazione, come lo era il tuo servizio nell’UNITALSI nelle associazioni laicali e nella cura con il canto di tutti i funerali.

Loreto 1948

Loreto 1958

 

Loreto 1971 

Grazie per la tua testimonianza di fedeltà al servizio.

 

ADELIA ROMANO’ (1949 - 2004)

Amicizia

Dedizione

Editoria (de “la voce della comunità”)

Liturgia

Iniziazione cristiana

Azione Cattolica

Ritiri e riunioni

Oratorio

Madesimo

Allegria

N

O’… No, non possiamo dimenticarti!

Tantissimo ti deve la tua parrocchia: Non sarebbe così oggi il nostro celebrare, la nostra preghiera, la nostra catechesi se tu non fossi stata per decenni responsabile di questi settori di pastorale.

In coro diciamo: “GRAZIE ADELIA!”

 

GIANPIETRO TAVECCHIO (1946-2006)

Convinto promotore dei gruppi di Ascolto della Parola nelle case.

Con due ospiti lituani - Incontro europeo giovani di Taizé (28-12-1998 01-01-1999)

 

Grazie perché ci hai coinvolto con la tuo amore alla Parola di Dio.

 

ANGELINA CRIPPA “Bisc” (1915- 2007)

Liturgia (cura della chiesa, sacrestia….) Buona Stampa, Pesca di Beneficenza, Azione Cattolica, Centri di ascolto, Consiglio Pastorale…

Grazie per la tua vita consacrata al Signore, alimentata e spesa tutta nella tua comunità; vita di preghiera, di servizio, di cura. Sapevi coinvolgere nel “prenderci a cuore”, a “casciasela” - dicevi tu, ricordando le parole di Padre Garzoni - per la nostra parrocchia.

«La zia si è spenta a 93 anni ma son certo che lei direbbe: “Non mi sono preoccupata di quanto vivere ma di come vivere” e a noi: “Non temere tanto la morte, quanto piuttosto una vita vuota ed incolore”»

Dalla predica del nipote don Marco Crippa al suo funerale 5 aprile 2007

 

EDOARDO SUTER (1937 - 2013)

Per decenni responsabile del Bar dell’Oratorio.

Grazie perché anche in questo servizio hai esercitato la cura, l’attenzione e la responsabilità “del buon padre di famiglia”.

 

GIAN ANTONIO BANFI (1930 - 2019)

Vivace allenatore e collaboratore tutto fare sei stato prezioso nel nostro oratorio e partendo missionario laico in Brasile ci hai insegnato ad allargare il cuore al mondo intero!

 

GIULIA PELUCCHI in MAURI (1940 - 2022)

A Madesimo, a scuola, di casa in casa a San Pietro Martire, nelle visite con la San Vincenzo, con l’UNITALSI….

Con te la parrocchia è stata casa accogliente è attenta a ogni necessità. 

 

Sono persone che hanno saputo incarnare e trasmettere l’amore di Gesù, linfa vitale di ogni comunità cristiana. Ora con la preghiera ci accompagnano dal cielo e consentono alla nostra comunità di continuare ad essere, come loro ci hanno insegnato, “viva e vivace”, capace di spendersi nella carità e nell’annuncio della Parola.

 

ALTRI VOLTI DA RICORDARE

Don Marco Crippa, don Sergio Stevan e Suor Angela Marzorati: vocazioni Sampietrine, con don Maurilio Mazzoleni

Don Sergio: 40 anni di Sacerdozio

Ebe Caldera, 100 anni come la Parrocchia! Con don Donato Vicini

Sara Colloca: nostra Missionaria oggi in Uganda

Come lo fu Fratel Alberti (12.2.1897 – 7.9.1987)

6 agosto 1971, partenza del pellegrinaggio Parrocchiale per Loreto

Ricordiamo tutte le vocazioni di speciale consacrazione

Le suore infermiere di San Carlo - Istituto nato a san Pietro M. da un’intuizione di Padre Masciadri - ricevute dal papa - 2023

 

e le vocazioni di parrocchiani sampietrini

Dalla prima: Madre Angela Radice, entrata nell’istituto canossiano nel 1929

All’ultima: Pamela Colombo. In questa foto mentre festeggia con sampietrini il giorno della sua prima consacrazione fra le suore domenicane - 2023

Rivivendo l’emozione della consacrazione della Piccola Sorella Mariuccia Girola nella nostra chiesa con Padre Garzoni e don Leonardo Fumagalli - anno 1978

 Anno 1984: Amici e parenti a Roma per la consacrazione perpetua con don Silvano Caccia  

Sempre a Roma Pellegrini per il Giubileo 2000 Incontro con Don Angelo Pirovano

 

I sacristi:

Madesimo 1972

Achille Asnaghi 

E ancora:

Don Abramo Volontè

 

Rosangela Vai

 

Ragazzi con Annamaria Silvestrini (C.V.S.):

“Ce li hai suggeriti tu, i momenti di preghiera e festa con i disabili!”

Emilia con “Nonna Anna” (Romano’)

I tuoi “200 nipoti “ non finiranno mai di dirti: GRAZIE

A nome di tutti te lo dicono loro!

Gruppo Medie 1993

 

Ai collaboratori di tutte le “ore” GRAZIE

1963

1973

1984

1993

2005

 

A Madesimo, gruppo di adulti con don Luigi sua sorella Angela

 

…e ai collaboratori di tutti i servizi GRAZIE!

Siamo forti quando siamo insieme

Siamo forti quando siamo insieme!

TU PROTAGONISTA, LA STORIA CONTINUA!

 


Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro M. - Persone

 

Abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni sanpietrini che tanto hanno donato per la nostra comunità e non solo! Ecco quattro brevi interviste di vite sanpietrine

 

 

 

Il nostro più sentito GRAZIE a chi si è reso disponibile per queste interviste. Se anche tu vuoi contribuire coi tuoi ricordi scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 


Centenario di fondazione della parrocchia di San Pietro M. - Persone

 

Hanno collaborato a vario titolo alla realizzazione delle iniziative per i 100 anni della parrocchia di San Pietro M.

Allievi Amanda
Allievi Martino
Allievi Michela
Asnaghi Daniela e tutta la segreteria Parrocchiale
Angelini Riccardo
Ballabio Paola
Barzon Ruggero e il gruppo chierichetti
Bellotti Lucia
Bianchi don Andrea
Bonzi Nikolay
Caldera Carla
Carella Giulia
Casonato Monica

Cattaneo MariaLuisa
Colloca Sara
Di Girola Elena
Dolzan Davide

Elli Simone
Galimberti Lina
Ghirardi Emilia
Gianni Giulio
Gianni Leonardo
Girola Adolfo
Lampugnani Sara
Lucca don Simone
Lucchini Cristina
Lucchini Rosaria
Mauri Franco
Mauri Giuseppe e Il Corpo musicale "La cittadina" di San Pietro M.
Mauri Ombretta
Marzorati Alessio
Marzorati Luigi
Marzorati M. Grazia
Mazzoleni don Maurilio
Minà Cristina
Monolo Eleonora
Peverelli Piera
Panzeri Cecilia
Porro Francesco
Porro Giovanni
Porro Raffaella Marzorati
Pozzi Agnese
Pozzi Claudio e il Coro parrocchiale
Hanno collaborato a vario titolo
alla realizzazione delle iniziative
per i anni della parrocchia di San Pietro M.
Regolani don Andrea
Riva Chiara
Rivolta Benedetta
Rivolta Claudia
Romanò Anna
Ronzoni GianMarco
Ronzoni Veronica
Santambrogio Carla
Santambrogio Marco
Squarcia Anna
Turati Rosanna
Vinici don Donato
Vismara Renata e tutto il “gruppo cucina”
Zuliani Matteo
Le suore e gli ospiti della casa di riposo 

Un grande grazie a tutti loro!

Anche quest'anno sarà possibile vivere il Giro dei Sepolcri recandosi in ciascuna delle sette chiese o Cappelline presenti a Seveso!

Rifletteremo sulle "ultime sette parole di Gesù"! Sono invitate le famiglie con i bimbi e i ragazzi e tutti coloro che desiderano vivere questo momento di preghiera!

I luoghi dove "fare compagnia" a Gesù presso l'altare della Risurrezione sono:

Chiesa Parrocchiale dell'Altopiano

Chiesa Parrocchiale di Seveso

Chiesa Parrocchiale di S. Pietro

Cripta di S. Pietro (sotto la chiesa parrocchiale)

Santuario

Chiesa Parrocchiale di Baruccana

Chiesa dell'Immacolata di Baruccana

In ciascuno di questi luoghi troverai un cartellone con le indicazioni utili per pregare ed un QrCode che rimanda ad alcuni ulteriori "spunti audio"!

Buona preghiera!

- SEVESO -

Parrocchia SS. GERVASO E PROTASO
Via Cavour, 2 / Via Cardinal Ferrari
+39 0362 501623
ssgervasoeprotaso@parrocchieseveso.it


Oratorio S. PAOLO VI
Viale Vittorio Veneto, 21
+39 0362 552248
oratoriosanpaolosesto@gmail.com

- ALTOPIANO -

Parrocchia SAN CARLO
Piazza S. Ambrogio, 2
+39 0362 553522
scarlo@parrocchieseveso.it


Oratorio SAN CARLO
Piazza S. Ambrogio, 2
+39 0362 553522
scarlo@parrocchieseveso.it

- BARUCCANA -

Parrocchia B. VERGINE IMMACOLATA
Via Colleoni, 4
+39 0362 574486
bvimmacolata@parrocchieseveso.it


Oratorio S. CLEMENTE
Via Colleoni, 4
+39 0362 503483
oratoriobvibaruccana@gmail.com

- S. PIETRO MARTIRE -

Parrocchia SAN PIETRO MARTIRE
Via Milano, 121 20821 Meda (MB)
+39 0362 70978
spietromartire@parrocchieseveso.it


Oratorio S. GIOVANNI BOSCO
Via S. Francesco d'Assisi, 15 Seveso (MB)
+39 0362 70978
spietromartire@parrocchieseveso.it

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